Beni sotto i 500mila euro: vale l'autocertificazione ma...

"Io sottoscritto dichiaro che il mio bene è a norma 4.0". In molti sono convinti che basti una semplice dichiarazione sostitutiva di atto notorio per adempiere agli obblighi documentali ai fini dell'iper ammortamento. Ebbene, così non è. Il chiarimento è contenuto nella circolare MISE n. 547750 del 15.12.17

Purché non siano parte di un impianto o porzione di impianto, nel qual caso ai fini dell’iper ammortamento i beni perdono la loro singolarità e devono essere valutati complessivamente, i beni strumentali al di sotto dei 500mila euro non sottostanno all’obbligo di ricorrere per sancire l'attestazione di conformità ai requisiti di legge alla perizia giurata o alla dichiarazione rilasciata da un ente di certificazione.

 

Alla luce di ciò, molti ritengono che basti solamente produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 46 DPR 445/2000) in cui il legale rappresentante dell’azienda dichiari che l’investimento soddisfa i requisiti della legge sull’iper ammortamento.

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Macchine "Industry 4.0 ready" offresi

Spesso e volentieri molti produttori hanno iniziato a proporre le loro soluzioni accompagnandole con immagini, loghi e/o cartellonistica per comunicare come i loro beni strumentali siano conformi a “Industria 4.0”, lasciando così intendere che il loro acquisto possa permettere all’utilizzatore di poter accedere in automatico ai benefici di legge. E’ davvero così?

Si sa che la pubblicità è l'anima del commercio: ce lo hanno insegnato fin dai tempi di Carosello. Quindi cosa di meglio c'è, in periodo di benefici e incentivi statali, a mettere bene in risalto che il bene strumentale a catalogo o esposto in show room è conforme 4.0?

 

Sono molti i costruttori di macchine che, in fiera, sui loro siti web o negli show room hanno adottato (molti con disinvoltura) questa politica promozionale.

Che cosa significa che una macchina è "Industry 4.0 ready"? Esistono macchine che si possano definire tali? E' vero che che se me lo dice il costruttore posso stare tranquillo?

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Il terzo punto dell'allegato A: quali macchine o impianti ricomprende?

Questa voce, che di primo acchito può apparire molto generica, apre alla possibilità per gli utenti finali di fruire dei benefici di legge relativamente a un’ampia gamma di sistemi e impianti, tra cui anche i sistemi di pompaggio

In relazione alla tipologia dei beni strumentali che possono godere del beneficio dell’iper ammortamento, il terzo punto dell’allegato A alla Legge di Bilancio 2017 fa riferimento a “macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”.

 

Citando testualmente il punto dell’allegato A, “la voce nell’elenco è applicabile indipendentemente dal prodotto (o semilavorato) realizzato o trasformato o trattato e dal relativo ciclo tecnologico e indipendentemente dal tipo di realizzazione o trasformazione o trattamento (meccanico, chimico, fisico, ecc.) indotto sul prodotto o semilavorato”.

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Iperammortamento, nuovi chiarimenti in arrivo dal MISE

Non si sono avuti più aggiornamenti di FAQ (le domande più frequenti) da parte del MISE, né gli interpellanti hanno avuto alcuna risposta entro i 60 giorni canonici alle loro domande di parere tecnico. Ma tra poco è in arrivo una serie di nuovi chiarimenti. Ne diamo qui un’anticipazione

Come anticipato e più ampiamente riportato da Innovation Post in una notizia del 13 marzo scorso, il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando alacremente per evadere l'enorme quantità di pareri tecnici pervenuti e rilasciare, probabilmente, una serie di nuove FAQ. 

 

Ritardi nella consegna dei beni: che cosa succede?

Chi ha versato l’acconto del 20% per l’acquisto di un bene 4.0 entro la fine del 2017 e non potrà vedersi consegnato il bene entro settembre 2018 può dormire sonni tranquilli. Il fatto che la legge di bilancio “proroghi” e non rinnovi la disciplina dell’iperammortamento fa sì che risultino ammissibili all’incentivo anche i beni che saranno consegnati successivamente al 30 settembre 2018 (prima data di scadenza fissata con la legge di stabilità 2017). In virtù della proroga, infatti, il nuovo limite di consegna diviene il 31.12.2019, data indicata dalla legge di stabilità 2018.

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Opere murarie, costi accessori e iperammortamento. Cosa sì e cosa no

Sono passati tre mesi dall’emanazione della risoluzione 152/E da parte dell’Agenzia delle Entrate, eppure ancora tiene banco il tema dell’ammissibilità di alcuni costi relativamente al beneficio fiscale dell’iperammortamento. Vediamo di fare definitiva chiarezza

I costi del basamento, iper ammortizzabili sì o no?

Iniziamo con il tema delle opere murarie, ad esempio quelle necessarie per l’istallazione di un macchinario presso il sito aziendale che si esplicano nella realizzazione di un basamento (fondazione in cemento armato) necessario all’ancoraggio del bene. Ebbene, qualora le opere murarie (“piccole”) non abbiano natura di “costruzioni” in base alla disciplina catastale, i costi sostenuti per la loro realizzazione possono essere configurati come oneri accessori e, quindi, rilevare ai fini della disciplina dell’iperammortamento. Tuttavia, alla categoria delle “costruzioni” afferiscono anche le opere edili aventi i caratteri della immobilizzazione al suolo, realizzata mediante qualunque mezzo di unione indipendentemente dal materiale con cui tali opere sono realizzate, tra cui, per l’appunto, le opere di fondazione (vedi la circolare 2/E dell’Agenzia delle Entrate del 1 febbraio 2016.

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