Formazione 4.0 e credito d'imposta. Finalmente un po' di chiarezza da parte del Governo

Le imprese che svolgeranno attività di formazione “per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0” matureranno un credito d’imposta pari al 40% (sfruttabile nel 2019). I costi sostenuti devono essere certificati da un revisore dei conti. Tetto massimo: 300 mila euro

Il disegno di legge relativo alla formazione 4.0 finanziata attraverso lo strumento del credito d'imposta ha finalmente compiuto un significativo passo avanti. I dubbi e le incertezze che aleggiavano fino a qualche giorno fa sembrano essere stati in buona parte dipanati, con la pubblicazione degli ambiti applicativi e delle tematiche formative.

 

Il comma 3 dell'articolo 8 del ddl presentato in Senato specifica che "Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’Allegato 1".

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Iperammortamento confermato per il 2018. Ma non solo.

Vi sono molte novità che riguardano il ddl bilancio 2018 approvato dal Governo e ora al vaglio della commissione bilancio del Senato. Alcune positive, altre un po’ meno

Ebbene sì, ora è ufficiale. L’iperammortamento è stato rinnovato a tutto il 2018 o, per meglio dire, a tutto giugno 2019, a patto che l’ordine del bene (che deve sempre essere incluso nell’allegato A e conforme ai 5+2 requisiti tecnici obbligatori) risulti confermato con il pagamento di almeno il 20% del suo costo in acconto entro il 31/12/18. Tale proroga vale anche per i software con acquisto vincolato a quello di un bene materiale iperammortato, che continueranno ad essere super ammortati al 140%.

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Credito d’imposta del 50% per la formazione nel 2018

Al momento non vi è molta chiarezza. Pare però che gli incentivi riguarderanno il triennio 2018-20 e che saranno calcolati sulle spese sostenute e non sulla loro quota incrementale

 

Nel ddl bilancio 2018, attualmente al vaglio dei competenti organi parlamentari, sono stati inclusi gli incentivi per la formazione 4.0.

Le misure, che potranno essere godute da ciascun soggetto fiscale fino a un massimo di 1 milione di euro, sono rivolte a tutte le imprese di qualsiasi dimensione e settore economico (comprese le P.IVA individuali), che sostengano spese documentate in attività di formazione riconducibili al c.d. “Piano Nazionale Impresa 4.0”. 

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Incentivi pubblicità 2018: l’on-line è incluso, ma…

Dopo tutti i dubbi e le discussioni che il credito d’imposta sulla pubblicità aveva scatenato in relazione agli investimenti on-line, è arrivato il decreto legge 148 del 16 ottobre a mettere definitivamente fine alla querrelle. E anche no.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 16 ottobre 2017, n. 148  “Disposizioni urgenti in materia finanziaria e per esigenze indifferibili”, il Governo fa un po' di chiarezza e conferma che il credito d’imposta sulla pubblicità: 

 

- decorre dalla seconda metà dell’anno in corso (il 2017);

- riguarda tra i vari mezzi anche l’on-line.

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Atteso a breve il decreto attuativo per accedere al beneficio del credito d'imposta sulla pubblicità

Saranno considerati anche gli investimenti su carta, radio e TV effettuati nel secondo semestre del 2017. Una bella opportunità per investire già da quest'anno. E l'on-line?

 

Imprese - grandi, medie e piccole - start-up e lavoratori autonomi. In pratica sono tutti, davvero con poche eccezioni, i soggetti titolari di partita IVA ad essere beneficiari degli incentivi fiscali introdotti dall’articolo 57-bis del Decreto legge n. 50/2017, in sede di conversione in legge (Legge n. 96/2017), per gli investimenti pubblicitari incrementali su riviste, giornali, carta e TV (per i dettagli si legga il post del 7 settembre 2017).

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