Innovation Manager: dal 27 settembre si apriranno le iscrizioni nell'elenco del MISE

Eppur si muove! Il 29 luglio il MISE ha pubblicato il Decreto direttoriale in cui si stabiliscono i termini e le modalità di presentazione delle domande di iscrizione nell'elenco degli innovation manager qualificati e delle società di consulenza. E le aziende, potranno finalmente fare richiesta del voucher?

Per dirla alla Fantozzi, il ritardo accumulato è "lievissimo"... Già perché tutta la macchina sarebbe già dovuta partire qualche mese addietro.

Comunque, alle soglie delle ferie agostane, cioè lo scorso 29 luglio, è stato finalmente pubblicato il Decreto direttoriale del MISE che sancisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di iscrizione nell’apposito elenco degli innovation manager qualificati e delle società di consulenza.

Dal 27 settembre e fino al 25 ottobre chi sarà in possesso dei requisiti richiesti (consulenti e aziende) potrà finalmente presentare istanza di iscrizione tramite procedura informatica sul sito del MISE.

Sempre che il sito non vada in tilt.

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Il decreto Crescita è finalmente legge. Bonus del 30% alle PMI per le spese fieristiche

Con la definitiva trasformazione in legge del tanto discusso decreto Crescita, tra le molte novità spicca quella che riguarda il sostegno alle piccole e medie imprese che intendono sostenere la propria attività con la partecipazione a fiere internazionali. L'articolo 49 prevede il riconoscimento alle PMI, sotto forma di credito d'imposta, del 30% delle spese sostenute fino a un massimo di 60 mila euro

All’articolo 49, il decreto Crescita ha introdotto un incentivo basato sul credito d’imposta a favore delle PMI che partecipano a fiere internazionali. Se originariamente, ovvero nella sua prima versione, il decreto Crescita limitava l’accesso del credito d’imposta alle sole fiere che si tenevano all’estero, ora con la sua definitiva approvazione e trasformazione in legge (27 giugno 2019) ha introdotto anche quelle che si svolgono in Italia.

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GDPR e Sicurezza: servizio base di vulnerability assesment interno

Hai mai verificato la sicurezza della tua rete? La procedura di vulnerability assessment si pone l’obiettivo di evidenziare le principali criticità e vulnerabilità presenti nella rete interna, al fine di individuare le azioni da implementare per garantire una migliore sicurezza dell'infrastruttura di rete, in ottemperanza al GDPR.

Il GDPR impone alle aziende un profondo cambiamento d’approccio nell’ambito della gestione dei dati. Il costante aumento di minacce e attacchi innalza l’esigenza di protezione delle reti e dei database. Ciò significa che le aziende devono rafforzare i propri sistemi di sicurezza. 

Prevenire è meglio che curare: ecco perché è necessario fare un vulnerability assessment delal propria rete.

Si, ma in cosa consiste e soprattutto quanto costa?

 

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Iperammortamento, il governo aveva ragione

Nel solo anno 2017 l’iperammortamento ha generato una ricaduta di 13,3 miliardi di investimenti. Dunque le previsioni ex-ante che il MEF aveva elaborato sono state centrate e addirittura superate. 35 mila le imprese beneficiarie: 8 mila con riguardo ai soli beni materiali, 18 mila con riguardo anche a quelli immateriali, 7 mila le ditte individuali.

Come riportato qualche tempo fa dal quotidiano economico Il Sole 24 Ore i calcoli ex-post che il Centro studi di Confindustria e il MEF hanno condotto sull’impatto delle misure introdotte dal piano Impresa 4.0 pongono in rilievo la bontà dei benefici che l’iperammortamento ha sortito per l’economia italiana.

La validità del piano Impresa 4.0 emerge anche dall’esame delle dichiarazioni dei redditi che, con tutti i dati a disposizione perché definitivamente elaborati, pone in evidenza una serie di aspetti molto interessanti su chi e come ha sfruttato il bonus

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Credito d’imposta per R&S: calcolare la convenienza

Dal 2019, il credito d’imposta R&S ricomprende nuove tipologie di spese: i costi dei materiali necessari per lo svolgimento delle attività di laboratorio o per la realizzazione dei prototipi o degli impianti pilota di ricerca e sviluppo. La decisione se includerle o meno  è lasciata alla libera scelta delle imprese a seconda dell’effettiva convenienza.

L’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 8/E/2019 ha precisato che tale novità produce effetto a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (quindi dal 2019), restando ferma l’esclusione di tali spese nei periodi di imposta precedenti.

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